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L’Intelligenza Artificiale e il Futuro del Lavoro: Opportunità e Rischi

redazione 2 min di lettura
Agenti AI e lavoro d'ufficio

In Breve

Come sta cambiando l'AI il lavoro d'ufficio?
L'AI sta automatizzando compiti ripetitivi, ma introduce anche nuovi rischi e errori imprevisti.
Quali sono i criteri per delegare compiti agli agenti AI?
I criteri principali sono il costo dell'errore e il costo della verifica.
Quali sono i rischi dell'eccesso di automazione?
Un eccesso di automazione può abbassare la qualità del servizio e richiedere il reinserimento di personale umano.

L’uso crescente di agenti basati su intelligenza artificiale (AI) sta trasformando radicalmente il panorama del lavoro di conoscenza. Le routine attuali, già oggi, potrebbero apparire obsolete in un futuro non troppo lontano, con proiezioni che indicano cambiamenti significativi entro cinque anni.

La diffusione di strumenti automatizzati per compiti d’ufficio ha il potenziale di eliminare lavori ripetitivi, ma introduce anche nuove criticità. Tra queste, si evidenziano errori imprevedibili e comportamenti noti come “jagged intelligence”, dove i modelli AI possono risolvere problemi complessi ma inciampano su errori banali. Un esempio emblematico proviene dal settore dello sviluppo software, dove alcuni agenti sono in grado di generare fino al 90% del codice, secondo quanto riportato da ingegneri del settore. Tuttavia, il rischio di allucinazioni e imprecisioni rimane una preoccupazione costante.

La scelta di quali compiti delegare a un agente AI dovrebbe basarsi su due criteri fondamentali: il costo dell’errore e il costo della verifica. Errori costosi, come una citazione errata in un atto legale, necessitano di una supervisione umana più attenta, mentre output facilmente verificabili, come calcoli matematici, possono essere gestiti con minori interventi.

Molti compiti, sebbene possano sembrare unici, includono sotto-attività con profili di rischio diversi. Ad esempio, il customer service di primo livello presenta costi di verifica bassi e percorsi di escalation chiari, mentre le interazioni di secondo e terzo livello richiedono competenze specialistiche e comportano rischi maggiori.

Le esperienze aziendali dimostrano che un eccesso di automazione può compromettere la qualità del servizio, portando a riorganizzazioni e reinserimento di personale umano. Inoltre, l’automazione parziale tende ad aumentare il valore dei lavoratori rimasti. Analogamente all’introduzione degli sportelli automatici nel settore bancario o all’uso di strumenti AI in radiologia, la domanda di figure qualificate potrebbe crescere, poiché esse fungono da controllo finale su catene di lavoro in cui un singolo errore può compromettere l’intero risultato.

Per massimizzare i benefici dell’AI, i leader aziendali devono identificare chiaramente i compiti delegabili, trasferirli agli agenti e ristrutturare i processi in modo che i dipendenti possano concentrare il tempo liberato su attività a maggior valore. Queste includono la costruzione di relazioni, il giudizio specialistico e la supervisione, piuttosto che limitarsi a sorvegliare le macchine.

In uno scenario plausibile tra cinque anni, decine di agenti AI opereranno in parallelo su proposte, qualificazione di lead e gestione ticket. Sebbene il lavoro ripetitivo sarà ridotto, aumenterà il carico cognitivo di chi deve coordinare e verificare questi agenti. Pertanto, proteggere la capacità di attenzione e mantenere il controllo umano sull’automazione saranno condizioni decisive affinché il cambiamento produca benefici reali.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.