Economia Circolare

Fusione Paramount-Warner Bros. Discovery: accordo raggiunto e ostacoli superati

redazione 3 min di lettura
Paramount e Warner Bros. Discovery accordo fusione

In Breve

Qual è l'accordo raggiunto tra Paramount e gli Stati?
Paramount ha raggiunto un accordo con la California e altri undici Stati, rimuovendo gli ostacoli alla fusione con Warner Bros. Discovery.
Quali sono i requisiti sulla produzione cinematografica?
Paramount deve garantire almeno trenta uscite nei primi due anni e investire 300 milioni di dollari nella produzione negli Stati Uniti.
Cosa succede in caso di inadempienza?
Paramount dovrà cedere gli studi Miramax e versare 30 milioni di dollari per ogni film non prodotto.

Paramount ha ufficialmente raggiunto un accordo con la California e altri undici Stati, ponendo fine a una lunga battaglia legale che ha minacciato la fusione da 110 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery. Questo accordo ha portato al ritiro della causa antitrust, rimuovendo uno degli ultimi ostacoli alla realizzazione dell’operazione.

Il decreto di conciliazione stabilisce requisiti specifici sulla produzione cinematografica: Paramount è tenuta a garantire almeno trenta uscite nelle sale nei primi due anni e trentadue in ciascuno degli anni successivi del periodo quinquennale. Inoltre, l’azienda dovrà investire un minimo aggiuntivo di 300 milioni di dollari nella produzione negli Stati Uniti, rispetto ai livelli del 2025.

Tra i film prodotti, almeno quattro dovranno essere di tipo indipendente e almeno il 20% dovrà rientrare nella categoria dei kolossal, ovvero film con budget superiori a 50 milioni di dollari e distribuzione su almeno 3.000 schermi statunitensi nel primo mese di uscita. In caso di inadempienza, Paramount sarà obbligata a cedere gli studi Miramax e a versare 30 milioni di dollari per ogni film non prodotto.

Il nuovo accordo include anche il mantenimento di un servizio di streaming gratuito, simile a Pluto TV, e un divieto di vendita per almeno cinque anni degli studi di Paramount e dei terreni di Warner Bros. in California. Sono state stabilite regole specifiche per le trattative sui canali via cavo del gruppo unificato.

Per garantire l’indipendenza editoriale, è stato istituito un comitato composto da cinque giornalisti con almeno dieci anni di esperienza, a tutela dell’autonomia redazionale di CBS e CNN. Inoltre, la Writers Guild of America ha raggiunto un accordo separato che ha chiuso la propria causa antitrust contro Paramount.

Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha descritto l’intesa come l’opposto della fusione Disney-Fox del 2018, sottolineando che non rappresenta un via libera politico alla fusione, ma una soluzione che affronta le preoccupazioni antitrust, tutelando la concorrenza, la scelta dei consumatori e gli interessi dei lavoratori.

David Ellison, presidente e amministratore delegato di Paramount, ha espresso gratitudine ai procuratori generali coinvolti, alla Writers Guild e al governatore della California per il supporto ricevuto. Ha evidenziato l’importanza di proteggere i consumatori, i lavoratori e la comunità creativa attraverso impegni concreti. L’operazione ha già ottenuto il via libera unanime delle autorità della concorrenza in quasi settanta giurisdizioni, e con la risoluzione delle obiezioni sollevate, la fusione può ora considerarsi sbloccata.

Questo accordo è arrivato a pochi giorni dall’entrata in vigore della “ticking fee”, una penale che avrebbe obbligato Paramount a versare 25 centesimi per azione agli azionisti di Warner Bros. Discovery per ogni trimestre di ritardo oltre il 30 settembre, con un costo stimato di circa 7 milioni di dollari al giorno.

La fusione era stata oggetto di ricorsi presentati da vari Stati, i quali sostenevano che l’operazione avrebbe creato un colosso in grado di arrecare danni sostanziali al settore dell’intrattenimento. Un giudice aveva temporaneamente sospeso l’operazione poco dopo la presentazione della causa, ma ora, con l’accordo raggiunto, Paramount e Warner Bros. Discovery possono finalmente procedere verso la realizzazione della loro fusione.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.