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La Norvegia propone un divieto temporaneo per gli smart glasses in spazi pubblici

redazione 2 min di lettura
Smart glasses in un contesto pubblico

In Breve

Qual è il motivo del divieto proposto in Norvegia?
Il divieto è motivato da preoccupazioni legate alla privacy e alla possibilità di registrazioni non autorizzate.
Dove sarà vietato l'uso degli smart glasses?
Il divieto interesserà spazi pubblici come parchi, musei, scuole e centri commerciali.
Qual è l'intento del governo norvegese?
L'intento è di avviare una misura temporanea per sviluppare una normativa permanente sulla privacy.

La Norvegia sta prendendo una posizione decisa sulla privacy dei cittadini, proponendo un divieto temporaneo sull’uso di smart glasses dotati di telecamera e intelligenza artificiale in vari spazi pubblici. Questa iniziativa, motivata da preoccupazioni legate alla protezione dei dati personali, interesserà luoghi come parchi, spiagge, musei, scuole, asili, centri commerciali, strutture sanitarie, palestre ed eventi pubblici. Tuttavia, l’uso privato di questi dispositivi, ad esempio all’interno delle abitazioni, rimarrà consentito.

Il governo norvegese ha annunciato che l’intento è di avviare questa misura temporanea per poi sviluppare una normativa permanente, avvalendosi di un gruppo di esperti incaricato di redigere il testo legislativo. Il ministro della digitalizzazione, Torgeir Micaelsen, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo all’introduzione di tecnologie così invasive, dichiarando: “Sono preoccupato per l’introduzione di una nuova tecnologia potente in cui le persone rischiano di essere fotografate, filmate o registrate senza saperlo”.

Il ministro ha aggiunto che il divieto darà tempo per una valutazione approfondita e per un dibattito informato, che possa gettare le basi per una regolamentazione duratura. Per l’approvazione del disegno di legge, il partito laburista al governo, che non possiede la maggioranza in Parlamento, avrà bisogno del supporto dei partiti di opposizione. Nonostante ciò, il governo ha espresso l’intenzione di presentare il disegno di legge “il prima possibile”.

Questa proposta giunge in un contesto internazionale in cui diverse nazioni stanno già adottando misure restrittive. Ad esempio, un rivenditore olandese, Hans Anders, ha ritirato dai suoi punti vendita i modelli Meta Ray-Ban in oltre 400 negozi. Anche il governo australiano ha vietato l’uso di smart glasses nelle sedi federali di lavoro e sta valutando possibili divieti in aree pubbliche. Inoltre, alcune amministrazioni locali, come la City of Sydney, e singole attività commerciali nel Regno Unito hanno già imposto restrizioni in specifici luoghi.

Tra le criticità sollevate vi è la possibilità che gli indicatori luminosi che segnalano la registrazione vengano disattivati o coperti. In risposta a queste preoccupazioni, alcuni produttori, incluso Meta, hanno rilasciato aggiornamenti software per impedire la registrazione quando il LED è oscurato. La questione solleva interrogativi importanti sul futuro dell’uso di queste tecnologie e sulla necessità di una regolamentazione adeguata per tutelare la privacy dei cittadini.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.