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Google lancia Dreambeans in India: storie visive personalizzate grazie all’IA

redazione 3 min di lettura
Screenshot dell'app Dreambeans di Google

In Breve

Cos'è Google Dreambeans?
Dreambeans è un'app di intelligenza artificiale di Google che genera storie visive personalizzate.
In quali lingue è disponibile Dreambeans?
L'app supporta 13 lingue locali, tra cui hindi, punjabi, tamil, telugu e bengalese.
Qual è il rischio associato all'uso di Dreambeans?
L'app può riportare alla mente ricordi dolorosi, come storie che coinvolgono persone decedute.

Google ha recentemente esteso la disponibilità di Dreambeans, la sua innovativa app di intelligenza artificiale, al mercato indiano, segnando il primo lancio al di fuori degli Stati Uniti. L’app, disponibile sia per Android che per iOS, supporta ben 13 lingue locali, tra cui hindi, punjabi, tamil, telugu e bengalese, oltre all’inglese.

Introdotto nel giugno 2026, Dreambeans è progettato per generare storie illustrate personalizzate attingendo ai dati dei servizi Google collegati, come Calendar, Gemini, Gmail, Foto, Search e YouTube, senza richiedere alcun input da parte dell’utente. Inizialmente, l’app presentava solo illustrazioni statiche, ma recentemente è stata integrata una nuova funzione che utilizza il modello di generazione video Veo, permettendo di animare alcune delle immagini incluse nelle storie.

Secondo Gozde Oznur, product manager di Google, la scelta dell’India come primo mercato internazionale è stata motivata dalla forte domanda e dalla diffusione dei servizi Google nel Paese. La sovrapposizione di utenti tra Gemini, Gmail e Foto è particolarmente alta, suggerendo un potenziale significativo per l’app.

Dopo il lancio negli Stati Uniti, Dreambeans ha registrato circa 55.000 download, con un picco del 63% di questi avvenuto a settembre, quando l’app è stata resa disponibile a tutti gli utenti statunitensi idonei. Tuttavia, i download sono diminuiti drasticamente, con un calo dell’84% a ottobre, scendendo a circa 5.500.

Nei primi 30 giorni dall’apertura a tutti gli utenti negli Stati Uniti, l’app ha totalizzato circa 29.000 download, un numero ben al di sotto dei concorrenti come Muse di Meta, che ha raggiunto 7,4 milioni, e ChatGPT con 2,8 milioni.

Un aspetto interessante di Dreambeans è che consente agli utenti di scegliere una sola lingua alla volta per le storie generate. Sebbene l’app possa elaborare informazioni in più lingue, non è in grado di generare contenuti che mescolano lingue diverse, un limite che potrebbe ridurre la sua attrattiva in contesti linguistici misti come l’Hinglish.

Dreambeans si basa sulla tecnologia Personal Intelligence di Google, il che solleva interrogativi riguardo alla privacy e all’accesso ai dati, dato che attinge a servizi che potrebbero contenere informazioni sensibili. Gli utenti hanno la possibilità di selezionare quali servizi Google collegare a Dreambeans, disconnetterli in qualsiasi momento e eliminare i dati generati dall’app. Inoltre, possono richiedere all’app di evitare specifici argomenti, inclusi contenuti legati all’attività lavorativa. Google assicura che i dati cancellati dai servizi connessi vengono rimossi anche dal sistema di personalizzazione di Dreambeans.

È importante notare che l’app è disponibile solo per account Gmail personali e non per account aziendali, e le storie generate sono visibili esclusivamente al titolare dell’account. Il carattere proattivo dell’app potrebbe anche comportare il rischio di riportare alla mente ricordi dolorosi, come storie che coinvolgono persone decedute. Google sta attualmente esplorando modalità per implementare controlli simili a quelli di Google Foto e per rendere Dreambeans più “actionable”, andando oltre le semplici storie personalizzate e suggerimenti.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.