Economia Circolare

Mutui in Italia: Rincari Fino a 540 Euro all’Anno per i Nuovi Contratti

redazione 3 min di lettura
Grafico sull'andamento dei tassi di interesse per mutui in Italia

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i nuovi contratti di mutuo?
L'aumento medio dei costi per i nuovi contratti di mutuo può arrivare fino a 540 euro all'anno.
Quali sono le cause dell'aumento dei costi dei mutui?
L'aumento dei costi è dovuto all'innalzamento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea e all'aumento dell'Irs e dell'Euribor.
Come si confrontano i mutui a tasso fisso e variabile?
I mutui a tasso fisso mostrano un incremento maggiore rispetto ai mutui a tasso variabile, con tassi medi che passano dal 2,982% al 3,49%.

Mutui in Italia: Rincari Fino a 540 Euro all’Anno per i Nuovi Contratti

Una recente analisi ha rivelato che chi stipula un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre 2026 si trova a dover affrontare un costo complessivo significativamente più elevato rispetto a chi ha firmato un contratto simile a febbraio dello stesso anno. La differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, corrispondente a circa 540 euro all’anno.

Il confronto esamina due mutui con lo stesso importo e durata, ma stipulati in momenti diversi, evidenziando l’impatto dell’andamento dei tassi di interesse. La simulazione si basa su un mix delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% che opta per un tasso fisso e il 15% per un tasso variabile.

Per il mutuo medio stipulato a febbraio, l’esborso complessivo è stimato in 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si prevede un costo di 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate. Se i tassi fossero rimasti ai livelli di febbraio, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, cioè 13.489 euro in meno rispetto al mutuo di ottobre.

Questo peggioramento è attribuibile all’aumento sia dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, il 10 settembre 2026, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi ufficiali di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%.

Nel segmento a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Questo incremento ha fatto aumentare la rata mensile da 615 a circa 650 euro e il rimborso complessivo da 184.577 a 195.034 euro, con un incremento medio di 10.457 euro, pari a circa 418 euro all’anno.

Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, il tasso medio era pari al 2,58% a febbraio, con una rata di 589 euro, e si prevede che raggiunga il 3,24% a ottobre, con una rata di 632 euro, un aumento di 43 euro. Fino a settembre, la somma delle differenze tra le rate di febbraio e ottobre è di 160 euro, con il variabile che supera la rata del fisso solo da settembre.

In uno scenario a lungo termine, la simulazione prevede che il tasso variabile possa salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a 695 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati dai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, pari a 1.227 euro all’anno.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato che “tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo” e ha avvertito che le tensioni sul mercato energetico potrebbero ulteriormente aumentare i costi. Questa situazione potrebbe riflettersi in una contrazione delle erogazioni, già visibile nel secondo trimestre del 2026, dove le compravendite di abitazioni hanno mostrato una prima frenata.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato ulteriori extra-costi attesi per l’autunno 2026 per una famiglia media: un aumento di 324 euro per la spesa di carburante, 114 euro per la bolletta elettrica e 180 euro per la bolletta del gas.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.