Energia

Ripresa del Prezzo delle Quote di CO2: Fattori e Implicazioni del Mercato ETS

redazione 3 min di lettura
Grafico del mercato delle emissioni di CO2

In Breve

Qual è l'andamento recente del prezzo delle quote di CO2?
Il prezzo delle quote di CO2 è tornato a salire, superando gli 86 euro a tonnellata a luglio 2026.
Quali fattori influenzano il mercato ETS?
Fattori come il rischio regolatorio, ritardi nell'assegnazione delle quote e la partecipazione di investitori finanziari influenzano il mercato.
Cosa prevede la proposta di revisione della Commissione europea?
Prevede il prolungamento dell'eliminazione delle quote gratuite fino al 2038 e obblighi di investimenti nella decarbonizzazione.

Negli ultimi mesi, il mercato europeo delle emissioni di CO2 ha registrato una ripresa significativa nel prezzo delle quote. Il future EUA, con consegna a dicembre 2026, ha superato gli 86 euro a tonnellata il 22 luglio, attestandosi attualmente poco sopra gli 81 euro. Questo aumento è particolarmente rilevante considerando che il prezzo era sceso sotto i 67 euro lo scorso marzo, per poi recuperare circa il 30% in quattro mesi.

Il mercato ETS (Emission Trading System) funziona attraverso l’assegnazione di permessi di emissione, sia gratuiti che tramite aste pubbliche. Questi permessi possono essere scambiati in un mercato secondario, dove il prezzo è influenzato principalmente dal rischio regolatorio. Nei primi anni di attuazione del sistema, avviato nel 2005, l’eccesso di quote assegnate gratuitamente e la diminuzione delle emissioni dovuta alla crisi economica del 2008 avevano mantenuto una scarsità più teorica che reale. Per fare un confronto, all’inizio del 2017, il prezzo di un EUA era di circa cinque euro, mentre dal 2022 ha stabilmente superato i 70 euro, toccando i 90 euro a gennaio 2026.

Un forte calo del prezzo all’inizio del 2026 è stato in parte attribuito alle dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha espresso disponibilità a rivedere o sospendere il sistema ETS. Questo ha comportato una perdita di quasi il 20% del valore dall’inizio dell’anno. Tuttavia, tale flessione è considerata un’anomalia legata al rischio regolatorio e non una deviazione dalla tendenza di lungo periodo al rialzo.

La successiva ripresa del prezzo è stata ulteriormente spiegata da ritardi nell’attribuzione delle quote gratuite. I nuovi benchmark per il periodo 2026-2030 sono stati definiti solo a fine giugno, con le assegnazioni del 2026 in ritardo di circa tre mesi. Questo ha lasciato il mercato senza quote che molte imprese avrebbero utilizzato per rispettare gli obblighi relativi al 2025, con scadenza a settembre.

Un altro fattore che ha influenzato il prezzo è la crescente partecipazione degli investitori finanziari alle aste. In Italia, circa 680 soggetti sono coinvolti nel sistema ETS, che gestisce 1.200 impianti; tuttavia, solo 25 attori partecipano alle aste, di cui quasi la metà sono investitori finanziari. La loro presenza contribuisce ad aumentare la liquidità del mercato, ma solleva interrogativi su chi debba effettivamente partecipare alle aste.

Il 17 luglio, la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione del sistema ETS, che include il prolungamento dell’eliminazione delle quote gratuite fino al 2038 e l’obbligo di investimenti industriali nella decarbonizzazione per mantenere il diritto a riceverle. Questa proposta è stata criticata da esperti del settore, che sostengono che prolungare le assegnazioni gratuite senza riportare il sistema al modello originario, in cui le eccedenze restavano all’interno del sistema industriale come ricavo per chi riduceva le emissioni, non sia una soluzione sostenibile.

Il testo della proposta dovrà essere discusso dal Parlamento europeo e dagli stati membri, con l’obiettivo di raggiungere un accordo nel primo trimestre del 2027. I tempi e il contesto politico, compresi le prossime elezioni regionali in Germania e le attuali posizioni delle forze politiche in Francia, oltre alla pressione delle associazioni industriali, sono considerati fattori cruciali per il negoziato sulla riforma.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.