Economia Circolare

Nuove tasse sui mini pacchi extra Ue: ecco cosa cambia per gli acquisti online

redazione 3 min di lettura
Immagine rappresentativa della gestione doganale

In Breve

Qual è l'importo della nuova handling fee?
L'importo della nuova handling fee è di 2 euro per articolo.
Quando entrerà in vigore la nuova tassa?
La nuova tassa entrerà in vigore entro il 1° novembre 2026.
Chi sarà responsabile del pagamento della tassa?
La responsabilità del pagamento della tassa ricadrà sull'operatore che vende o facilita la vendita a distanza.

La Commissione Europea ha annunciato l’introduzione di una nuova tassa, la handling fee, che ammonterà a 2 euro per ogni articolo acquistato online e importato da Paesi extra Ue, con un valore fino a 150 euro. Questa misura, pubblicata il 21 settembre, si aggiungerà al dazio forfettario di 3 euro già in vigore dal 1° luglio. La tassa entrerà in vigore entro il 1° novembre 2026.

Nei primi due mesi dall’introduzione del dazio, le entrate per le casse italiane hanno raggiunto i 83 milioni di euro, ma hanno anche coinciso con un significativo calo delle importazioni, pari al 39% rispetto al bimestre precedente. L’atto delegato che introduce la handling fee deve ancora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, che hanno 30 giorni per esprimere obiezioni. In assenza di rilievi, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue e la tassa sarà applicata dieci giorni dopo.

È importante notare che la handling fee e il dazio sono misure distinte: il dazio rappresenta un prelievo sulle merci, mentre la handling fee è destinata a coprire i costi sostenuti dalle dogane per la gestione delle spedizioni, inclusi la raccolta e verifica dei dati, analisi dei rischi e controlli sulle merci. L’importo di 2 euro è stato stabilito come corrispondente ai costi approssimativi della vigilanza doganale necessaria per immettere in libera pratica i beni venduti a distanza.

Nel 2025, si stima che circa 6 miliardi di articoli contenuti nei piccoli invii dell’e-commerce siano stati trattati nell’Ue, per il 90% provenienti dalla Cina. Le ispezioni effettuate nei 27 Stati membri hanno rivelato che oltre il 60% dei prodotti controllati non rispettava gli standard europei. Con l’introduzione della nuova tassa, la responsabilità doganale per le vendite online passerà all’operatore che vende o facilita la vendita a distanza, escludendo quindi il consumatore dal pagamento della tassa alla consegna.

Le grandi piattaforme di e-commerce, come Shein, Temu e AliExpress, così come i venditori extra Ue presenti su altri marketplace, compreso Amazon, rientrano sotto questo nuovo regime. Gli operatori avranno la possibilità di trasferire il costo della tassa sui prezzi finali dei prodotti. Inoltre, l’importo della handling fee non è definitivo: il Codice prevede che la Commissione rediga un rapporto ogni due anni sui costi sostenuti dalle amministrazioni doganali, con la possibilità di rivedere la cifra di 2 euro.

Dal 1° luglio 2028, entrerà in vigore una seconda handling fee per le merci che passano da depositi doganali prima della vendita, il cui importo non è ancora stato fissato. Questa data coincide con la scadenza del dazio forfettario di 3 euro, introdotto come misura temporanea.

In ambito nazionale, resta in sospeso il contributo di 2 euro per spedizione previsto dalla legge di Bilancio 2026, la cui entrata in vigore è stata posticipata più volte. Il governo dovrà trovare un meccanismo per evitare sovrapposizioni con la tassa Ue, senza compromettere le entrate fiscali. I rinvii hanno già comportato minori coperture per oltre 102 milioni di euro, e dal 2027 si prevede un mancato introito di 245 milioni di euro all’anno.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.