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Governance degli agenti AI: l’importanza della qualità dei dati aziendali

redazione 2 min di lettura
Governance degli agenti AI e qualità dei dati

In Breve

Perché la qualità dei dati è importante per gli agenti AI?
La qualità dei dati è fondamentale perché influisce direttamente sulla capacità degli agenti AI di prendere decisioni corrette e pertinenti.
Quali sono i rischi associati a dati obsoleti per gli agenti AI?
Dati obsoleti possono portare a decisioni errate, compromettendo l'efficacia degli agenti AI e aumentando il rischio di errori su vasta scala.
Chi è responsabile della governance degli agenti AI?
La responsabilità della governance non è solo del team tecnologico, ma richiede un approccio integrato con ruoli specifici in sicurezza, privacy e compliance.

La preparazione degli agenti di intelligenza artificiale (AI) per la produzione non può limitarsi alla semplice valutazione dei modelli. Infatti, la qualità delle decisioni degli agenti dipende in primo luogo dalla qualità, dalla pertinenza e dal controllo dei dati a cui hanno accesso. Dati obsoleti, record duplicati o materiale non correttamente classificato possono portare gli agenti a compiere rapidamente decisioni errate su vasta scala.

Molte organizzazioni stanno accelerando l’adozione di agenti AI senza affrontare il problema sottostante dei dati, contribuendo così al divario tra implementazione e governance. Questo spiega, in parte, perché la maggioranza dei progetti AI non mostra un ritorno sull’investimento. Prima di concedere accesso a un agente, è fondamentale identificare informazioni sensibili e regolate, applicare in modo coerente politiche di classificazione e conservazione e stabilire quali fonti siano attuali e affidabili. I dati legacy richiedono particolare attenzione: applicazioni ritirate possono contenere storia utile ma anche informazioni obsolete, duplicati o soggette a vincoli legali.

Contestualizzare e preservare le relazioni che conferiscono significato ai dati è essenziale. Senza contesto, gli agenti possono fallire nei compiti assegnati o, peggio, prendere e attuare decisioni errate. L’accesso ai dati deve seguire la logica aziendale del minimo privilegio: un agente dovrebbe poter accedere solo ai dati necessari al proprio compito e non a insiemi più estesi perché tecnicamente collegabili. La provenienza delle informazioni è rilevante: gli agenti devono distinguere tra sistemi di record correnti e archivi storici, sapere quando i dati sono stati aggiornati e quali politiche si applicano.

La governance deve includere la tracciabilità delle azioni dell’agente. Prompt, contenuti recuperati, output e decisioni risultanti devono essere documentati per consentire ricostruzione, revisione e difendibilità in ambiti legali, di compliance e nei reclami dei clienti. È necessario poter risalire ai dati d’origine e alla persona o funzione che ha autorizzato l’attività.

La responsabilità non può ricadere esclusivamente sul team tecnologico: sicurezza, dati, privacy, legale e compliance hanno ruoli specifici, ma deve esserci un responsabile aziendale nominato che sia responsabile dell’esito. La readiness dei dati non è un lavoro secondario da rimandare dopo un pilot: è parte integrante della decisione di portare un agente in produzione. Se un’organizzazione non riesce a fidarsi delle informazioni, a controllarne l’accesso e a spiegare chiaramente le decisioni risultanti, l’agente non è pronto per maggiore autonomia.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.