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Riconversione dell’ex Bekaert a Figline Valdarno: un data center a impatto zero nel progetto H2-Era Green Valley

redazione 2 min di lettura
Ex stabilimento Bekaert a Figline Valdarno

In Breve

Qual è l'obiettivo del progetto H2-Era Green Valley?
Integrare un data center a impatto zero nell'ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno.
Quali attività saranno incluse nel piano di riconversione?
Produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici.
Come sarà alimentato il data center?
Attraverso un parco fotovoltaico da 84 megawatt che coprirà il 100% del fabbisogno energetico.

Il progetto di riconversione dell’ex stabilimento Bekaert di Figline Valdarno si propone di integrare un data center a impatto zero nell’ambito dell’iniziativa H2-Era Green Valley. Questa struttura, chiusa nel 2018 con la perdita di 318 posti di lavoro, è stata acquisita nel 2022 da una cordata guidata dalla fiorentina Ge-Group, specializzata in ingegneria per le energie rinnovabili.

Il piano di riconversione include non solo la creazione di un data center, ma anche la produzione di idrogeno verde, agricoltura verticale e allevamenti ittici. Attualmente, il processo autorizzativo è in corso e i lavori non sono ancora iniziati. È stato firmato un memorandum d’intesa con Comtel per sviluppare quello che viene definito “il primo data center concepito come parte integrante di un ecosistema industriale di economia circolare a impatto zero”.

I promotori del progetto affermano che il parco fotovoltaico a terra da 84 megawatt previsto coprirà il 100% del fabbisogno energetico del data center, con l’energia in eccesso destinata a un impianto di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde. L’ossigeno derivante dall’elettrolisi sarà utilizzato in un allevamento ittico a ciclo chiuso per la produzione di salmone, mentre il calore di scarto del data center sarà recuperato per la climatizzazione della vertical farm. Questo approccio mira a valorizzare le risorse generate da ciascuna attività, creando un ciclo virtuoso.

Attualmente, non sono state fornite indicazioni sull’investimento necessario per il progetto. Le dimensioni previste per il data center variano da 15.000 a 25.000 metri quadrati, a seconda dell’utilizzatore, e l’accordo definitivo non è ancora stato sottoscritto. I promotori dichiarano che “il progetto rappresenta un nuovo paradigma di sviluppo industriale”, in cui infrastrutture digitali, produzione energetica, sicurezza alimentare e rigenerazione territoriale convivono in un unico ecosistema.

Mattia Conti, direttore generale di Comtel, ha sottolineato che il mercato dei data center sta vivendo “una crescita senza precedenti” e richiede partner capaci di gestire progetti complessi end-to-end. Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley, ha aggiunto che sviluppare un data center a impatto zero all’interno del progetto dimostra la possibilità di “produrre da una fabbrica dismessa energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell’elaborazione dati e nuovi mestieri”.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.