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Eni: Raddoppio dell’Utile Netto e Nuove Prospettive per il 2026

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Logo di Eni con grafico di crescita

In Breve

Qual è l'utile netto adjusted di Eni nel secondo trimestre?
L'utile netto adjusted di Eni nel secondo trimestre è pari a 2,3 miliardi di euro.
Qual è il programma di buyback di Eni?
Il programma di buyback di Eni è stato incrementato a 3,4 miliardi di euro.
Qual è il dividendo previsto per il 2026?
Il dividendo previsto per il 2026 è di 1,1 euro per azione, con un aumento del 5% rispetto al 2025.

Eni ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con risultati finanziari in forte crescita. L’utile netto adjusted è pari a 2,3 miliardi di euro, raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile proforma adjusted per il trimestre è stato di 5,4 miliardi, mentre il semestre si è attestato a 8,9 miliardi.

Il gruppo ha rivisto al rialzo le sue aspettative operative e la generazione di cassa per l’intero anno, incrementando anche il programma di buyback a 3,4 miliardi di euro. Il flusso di cassa netto da attività operativa nei primi sei mesi dell’anno è stato di 5,7 miliardi, comprensivo di 868 milioni di dividendi dalle partecipate. Il flusso di cassa netto ante variazione di circolante al costo di rimpiazzo adjusted è pari a 7,3 miliardi.

Un dato significativo è l’incremento dell’indebitamento netto ante Ifrs16, che è stato di circa 1,74 miliardi. Tuttavia, il rapporto di indebitamento pro forma è indicato al minimo storico del 10%, segno di una gestione finanziaria solida.

Eni ha confermato il dividendo per il 2026 a 1,1 euro per azione, con un aumento del 5% rispetto al 2025. Inoltre, è prevista la possibilità di un dividendo straordinario, che sarà deciso in ottobre, a condizione che le condizioni di mercato rimangano favorevoli. La politica aziendale prevede la distribuzione del 100% dell’incremento del CFFO (Cash Flow From Operations) in scenari molto favorevoli, come il prezzo del Brent oltre 90 dollari al barile.

Per l’intero 2026, la generazione di cassa adjusted (CFFO) è stata rivista a 15 miliardi, basata su uno scenario con il prezzo del Brent a 85 dollari al barile, il SERM a 14 dollari e il prezzo del gas TTF a 50 euro/MWh. I capex lordi sono confermati a 7 miliardi, mentre i capex netti sono previsti inferiori a 5 miliardi.

La produzione di idrocarburi nell’Exploration & Production (E&P) è stata di 1,79 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo adjusted dell’E&P nel trimestre è salito a 4,8 miliardi, con un incremento del 97%. L’utile netto adjusted del segmento è stato di 2,2 miliardi, mostrando un progresso del 57% nel semestre.

Il business Global Gas & LNG (GGP) ha riportato un utile operativo proforma adjusted di 468 milioni nel trimestre, in crescita del 46%, e 783 milioni nel semestre, con un incremento del 24%. D’altro canto, il settore Power ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 35 milioni nel trimestre, ma ha visto una diminuzione del 47% rispetto al periodo di confronto.

Tra i satelliti della transizione energetica, Plenitude ha conseguito un utile operativo proforma adjusted di 226 milioni nel trimestre, con un incremento del 70%, mentre l’Ebitda proforma adjusted è stato di 233 milioni, mostrando una leggera diminuzione del 9%. Plenitude conferma la capacità rinnovabile installata a fine anno a 6,5 GW e una base clienti di 11 milioni.

Enilive ha più che raddoppiato l’utile operativo proforma adjusted nel trimestre a 295 milioni, con un Ebitda proforma adjusted di 375 milioni, in crescita del 79%. La capacità di bioraffinazione è indicata a 2,1 Mtpa, con ulteriori 1,5 Mtpa in costruzione.

Nella raffinazione, il risultato proforma adjusted è stato positivo per 80 milioni nel trimestre, in miglioramento rispetto alla perdita del periodo precedente. Tuttavia, la chimica gestita da Versalis ha registrato una perdita operativa proforma adjusted di 65 milioni, sebbene in miglioramento rispetto ai 184 milioni di perdita nel confronto.

L’amministratore delegato di Eni ha attribuito i risultati alla gestione industriale e finanziaria, al portafoglio diversificato e alla crescita dell’E&P. Ha citato lo sviluppo della joint venture Searah tra Indonesia e Malesia, finalizzata a valorizzare le scoperte di gas nel bacino di Kutei, e l’apporto crescente dei business legati alla transizione come fattori chiave per supportare la generazione ricorrente di cassa e la capacità di remunerare gli azionisti.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.