Energia

Data Center Europei: La Mancanza di Trasparenza sui Consumi Energetici e Idrici

redazione 2 min di lettura
Data center e impatti ambientali

In Breve

Perché i data center non pubblicano i loro consumi?
Molti data center europei non rendono noti i loro consumi di acqua ed energia a causa di normative poco chiare e richieste di riservatezza da parte dell'industria.
Qual è la situazione nei Paesi Bassi?
Nei Paesi Bassi, solo 44 dei 186 data center con potenza superiore a 500 kW hanno reso pubblici i loro consumi elettrici.
Cosa prevede la Convenzione di Aarhus?
La Convenzione di Aarhus garantisce l'accesso alle informazioni ambientali e la partecipazione pubblica nelle decisioni.

Un’indagine recente ha messo in luce una preoccupante mancanza di trasparenza da parte di molti data center europei riguardo ai loro consumi di energia e acqua. Nonostante le normative comunitarie che mirano a garantire maggiore chiarezza, i dati relativi agli impatti ambientali di queste strutture rimangono in gran parte inaccessibili al pubblico.

Le informazioni cruciali, come i consumi energetici, l’uso di energie rinnovabili, il recupero del calore di scarto e l’efficienza dei sistemi di raffreddamento, sono spesso pubblicate in forma aggregata o tramite etichette di efficienza simili a quelle degli elettrodomestici. Questo approccio, sebbene utile, non permette una valutazione dettagliata e locale degli impatti ambientali, poiché anche i campus iper-scalari più efficienti continuano a essere significativi consumatori di elettricità e acqua.

Un esempio emblematico proviene dai Paesi Bassi, dove su 186 data center con potenza superiore a 500 kW previsti entro la fine del 2025, solo 44 hanno reso noti pubblicamente i loro consumi elettrici e 47 quelli idrici. Questo li colloca tra i paesi più trasparenti in Europa, ma la situazione rimane preoccupante a livello continentale.

In tutta Europa, tentativi di ottenere informazioni simili da parte di altri 27 Stati membri hanno spesso incontrato rifiuti. Le autorità locali hanno frequentemente dichiarato che i dati non erano disponibili o li hanno classificati come riservati. Questa situazione ha portato a domande sulla volontà della Commissione Europea di mantenere la trasparenza, con accuse di aver ceduto a clausole di riservatezza richieste dall’industria.

In risposta a queste problematiche, è stata presentata una denuncia ai sensi della Convenzione di Aarhus, che contesta le violazioni delle garanzie relative all’accesso alle informazioni, alla partecipazione pubblica nelle decisioni e all’accesso alla giustizia in materia ambientale. La mancanza di trasparenza nei consumi energetici e idrici dei data center non è solo una questione di responsabilità aziendale, ma ha anche implicazioni significative per la sostenibilità ambientale e la salute pubblica.

In un contesto in cui la digitalizzazione e l’uso di tecnologie avanzate stanno crescendo esponenzialmente, è fondamentale che i data center si impegnino a rendere pubblici i loro dati di consumo. Solo attraverso una maggiore trasparenza sarà possibile valutare e migliorare l’impatto ambientale di queste strutture, contribuendo a un futuro più sostenibile.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.