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Corea del Sud lancia il programma ‘AI for All’: intelligenza artificiale gratuita per i cittadini

redazione 3 min di lettura
Immagine rappresentativa del programma 'AI for All' in Corea del Sud

In Breve

Cos'è il programma 'AI for All'?
È un'iniziativa del governo sudcoreano per offrire servizi di intelligenza artificiale gratuiti ai cittadini.
Quali aziende sono coinvolte nel programma?
I consorzi sono guidati da SK Telecom, KT e Kakao.
Quando è previsto il lancio completo del programma?
Il lancio completo è atteso entro la fine del 2026.

Il governo della Corea del Sud ha dato il via alla fase di test del programma “AI for All”, un’iniziativa ambiziosa che mira a fornire ai cittadini un accesso gratuito e illimitato a servizi di intelligenza artificiale (AI) di uso generale. Tre consorzi, guidati da SK Telecom, KT e Kakao, sono stati selezionati per sviluppare questa piattaforma, con un lancio completo previsto entro la fine del 2026.

Per supportare questo progetto, il governo metterà a disposizione 512 GPU Nvidia B200 nel 2024 e prevede di sovvenzionare i costi operativi a livello nazionale a partire dal 2027. Un aspetto cruciale del programma è l’obbligo di utilizzare modelli domestici per almeno la metà delle capacità offerte, con l’obiettivo di sostenere gli sviluppatori locali e ridurre la dipendenza da piattaforme straniere.

Il programma non si limiterà a fornire semplici chatbot. Gli agenti AI dovranno aiutare i cittadini a trovare informazioni sui programmi pubblici, compilare e inviare domande, prenotare servizi e gestire pagamenti. L’ambizione a lungo termine è quella di fornire un agente personale per ogni cittadino. Kakao prevede di integrare il servizio nella sua piattaforma KakaoTalk, mentre KT propone un agente che copra servizi pubblici, educazione, finanza e commercio. Infine, SK Telecom si concentrerà su agenti telefonici e testuali per utenti meno esperti nell’uso delle app.

Questo progetto si inserisce in un contesto di crescente diffusione dell’AI in Corea del Sud, dove circa due terzi della popolazione ha già utilizzato servizi di intelligenza artificiale e circa 23 milioni di persone hanno sperimentato strumenti generativi. I dati indicano che alcuni prodotti internazionali, come ChatGPT, hanno decine di milioni di utenti mensili.

Le motivazioni alla base di questo intervento pubblico includono la necessità di evitare una dipendenza eccessiva da servizi esteri, i cui limiti e politiche commerciali possono variare nel tempo. Inoltre, il governo mira a garantire un accesso universale a capacità sempre più essenziali. Tuttavia, esperti avvertono che sostenere un servizio pubblico competitivo richiederà risorse considerevoli. Una strategia alternativa proposta è quella di integrare l’AI direttamente nei servizi pubblici esistenti, come call center e assistenza fiscale, rendendo l’AI parte integrante dei costi operativi.

Tra le criticità sollevate ci sono le responsabilità e la supervisione quando un agente AI agisce per conto del cittadino. Errori nell’esecuzione di operazioni amministrative o finanziarie pongono interrogativi su chi debba rispondere per eventuali danni. Inoltre, sorgono preoccupazioni riguardo alla privacy e all’uso dei dati: le informazioni sensibili fornite per ottenere servizi pubblici devono essere protette da pratiche commerciali come la profilazione o l’addestramento di modelli. Il governo ha indicato che le aziende partecipanti dovranno sviluppare modelli di ricavo, sottolineando l’importanza di stabilire regole chiare sull’uso dei dati.

Se il programma “AI for All” riuscirà a coniugare ampia disponibilità, tutela della privacy, trasparenza e meccanismi di revisione umana, potrebbe rappresentare un modello per l’accesso pubblico all’AI. In caso contrario, fornirà comunque indicazioni pratiche utili ad altri governi riguardo ai limiti e alle conseguenze di un approccio pubblico all’intelligenza artificiale.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.