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ChatGPT vs. Smartphone: Un Test sulle Funzioni Quotidiane

redazione 2 min di lettura
ChatGPT a confronto con smartphone

In Breve

Quali attività ha svolto ChatGPT nel test?
ChatGPT ha affrontato 12 attività quotidiane, con risultati misti.
In quali aree ha avuto successo?
Ha superato test su previsioni meteo, calcoli matematici, suggerimenti di film e identificazione di piante.
Quali funzioni hanno fallito?
Ha fallito in funzioni come cronometro, sveglia e supporto al food delivery.

Un recente test ha messo alla prova ChatGPT, l’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI, su 12 attività quotidiane normalmente svolte tramite app su smartphone. I risultati sono stati variabili, con quattro successi, quattro passaggi parziali e quattro fallimenti complessivi. È importante notare che l’esperimento è stato condotto senza un’integrazione profonda con il sistema operativo del telefono, limitando l’accesso dell’AI a email, app di messaggistica e wallet.

ChatGPT ha mostrato buone performance in alcune aree, superando i test relativi a previsioni meteorologiche, calcoli matematici, suggerimenti di film e identificazione di piante. Le previsioni meteo fornite si sono rivelate accurate, i calcoli matematici sono stati corretti, seppur con qualche ritardo, le raccomandazioni cinematografiche si sono dimostrate ben calibrate sui gusti dell’utente e l’identificazione botanica dalle foto è stata efficace dopo verifiche incrociate.

Alcuni test hanno ottenuto un passaggio parziale, come i giochi di parole, l’identificazione del cielo stellato, la pianificazione di percorsi e l’apprendimento di una lingua. Sebbene ChatGPT abbia riprodotto la meccanica dei giochi, non ha offerto l’esperienza d’uso snella delle app dedicate. Ha riconosciuto costellazioni da singole foto, ma non ha fornito un’esplorazione AR continua. Nella pianificazione dei viaggi, ha suggerito opzioni utili, ma il dialogo ha richiesto chiarimenti e ha generato azioni non volute, come la creazione di promemoria. Nelle esercitazioni linguistiche, la conversazione vocale è risultata naturale quando funzionante, ma ha mostrato pause e malfunzionamenti.

Al contrario, alcune funzioni tipiche di utility hanno fallito. ChatGPT non è riuscito a misurare il tempo trascorso come un cronometro nativo; nella prova della sveglia, la notifica non ha allertato l’utente nonostante la creazione di un avviso. La guida vocale per la meditazione ha mostrato intonazioni e esitazioni tali da risultare disturbante. Infine, nella scelta di ristoranti, l’assistente ha suggerito locali risultati chiusi o non disponibili sulle piattaforme di consegna, evidenziando il divario tra raccomandazione informativa e azione concreta.

Questo esperimento mette in luce che, con l’attuale implementazione come app separata e senza accesso profondo ai dati e ai servizi del dispositivo, l’AI è più adatta a sostituire app informazionali che forniscono conoscenza o spiegazioni. Tuttavia, fatica a sostituire app che devono eseguire azioni rapide e integrate con il sistema operativo, come timer, navigazione turn-by-turn e gestione di ordini. Emergono anche criticità comuni, come la generazione di risposte errate ma sicure e la mancanza di integrazione con banche dati specialistiche.

Un’ulteriore osservazione è che un’eventuale integrazione nativa dell’AI nel sistema operativo potrebbe modificare i risultati, consentendo accesso a calendari, timer, navigazione e impostazioni. Tuttavia, rimangono richieste garanzie maggiori su accuratezza, fonti affidabili e la possibilità di uscire dall’interfaccia conversazionale quando l’esperienza utente richiede strumenti più diretti.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.