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Crisi dell’olio d’oliva: oltre 200mila tonnellate in giacenza in Puglia e Calabria

redazione 2 min di lettura
Giacenze di olio d'oliva in Italia

In Breve

Qual è la quantità di olio d'oliva in giacenza in Italia?
Oltre 200mila tonnellate di olio d'oliva sono in giacenza in Italia.
Quali regioni hanno chiesto lo stato di crisi?
Puglia e Calabria hanno presentato una richiesta di stato di crisi per il settore dell'olio d'oliva.
Quali misure sono state proposte per affrontare la crisi?
Tra le misure proposte ci sono l'attivazione di un bando per indigenti e la riattivazione dell'aiuto allo stoccaggio privato.

La crisi dell’olio d’oliva italiano si fa sempre più grave, con giacenze invendute che superano le 200mila tonnellate. Questo stock, accumulato tra frantoi e cooperative, risale alla campagna precedente e rappresenta un grave problema per il settore. Le speranze di una ripresa dei prezzi non si sono concretizzate, lasciando i produttori in una situazione difficile.

I silos pieni di olio d’oliva potrebbero compromettere la raccolta della prossima annata. Se le vendite non ripartiranno, frantoiani e industrie di trasformazione potrebbero non riuscire a ritirare la nuova produzione, creando un effetto domino che coinvolgerebbe anche i produttori agricoli.

Puglia e Calabria, che insieme concentrano oltre la metà della produzione nazionale di olio d’oliva, hanno presentato una richiesta di stato di crisi al ministero dell’Agricoltura. La maggior parte degli stock è detenuta dai frantoi, che sono imprese artigiane e non rientrano sotto la giurisdizione del ministero dell’Agricoltura. Per questo motivo, il ministero ha contattato il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha mostrato disponibilità a discutere la crisi nei tavoli agroindustriali.

Coldiretti ha chiesto l’attivazione di un bando per destinare partite di olio extravergine agli indigenti. Il sottosegretario con delega al settore, Patrizio La Pietra, ha dichiarato che si sta lavorando per attivare questa misura nel minor tempo possibile.

Tommaso Loiodice, presidente dell’Unapol, ha definito la situazione «davvero difficile». Ha ricordato che lo scorso anno i frantoiani avevano acquistato l’olio a 7-8 euro al chilo, mentre oggi le quotazioni si attestano tra 4 e 4,5 euro. Inoltre, ha evidenziato l’impatto dell’aumento dei costi di gasolio e fertilizzanti.

Tra le misure proposte per affrontare la crisi ci sono la riattivazione dell’aiuto allo stoccaggio privato, utilizzando i fondi dell’Ocm olio destinati ai piani operativi, che ammontano a circa 34 milioni di euro l’anno. Inoltre, è necessario un maggiore lavoro sulla filiera, che preveda il coinvolgimento della grande distribuzione e iniziative di valorizzazione del prodotto.

Loiodice ha anche contestato le rappresentazioni del comparto come caratterizzato da frodi diffuse, sottolineando che la stragrande maggioranza degli operatori rispetta le regole.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.