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EON: La Rivoluzione dei Collegamenti Laser Spaziali per i Data Center

redazione 3 min di lettura
Collegamenti laser spaziali

In Breve

Cosa fa EON?
EON sviluppa una rete di satelliti laser per collegare data center dall'orbita terrestre.
Qual è l'obiettivo di EON?
L'obiettivo è offrire capacità di trasporto dati comparabili a quelle della fibra ottica sottomarina.
Quando saranno pronti i primi satelliti dimostrativi?
I primi satelliti dimostrativi sono previsti per la fine del 2027.

Endeavor Optical Networks (EON), una startup fondata a maggio 2026, ha recentemente annunciato il suo ambizioso progetto di sviluppare una rete di satelliti dotati di tecnologia laser per collegare data center direttamente dall’orbita terrestre. Con un finanziamento seed di 10,75 milioni di dollari da parte di General Catalyst e Andreessen Horowitz, EON intende offrire una soluzione innovativa per il trasporto di dati intercontinentali, mirando a throughput comparabili a quelli della fibra ottica sottomarina.

Il progetto di EON nasce dalla crescente difficoltà di installare e mantenere i cavi sottomarini, nonché dalle limitazioni delle trasmissioni radio. I recenti progressi nella tecnologia ottica e nei terminali laser hanno aperto la strada a collegamenti spazio-terra con capacità significativamente superiori rispetto al passato. Sebbene esperimenti recenti abbiano dimostrato la fattibilità delle comunicazioni laser tra orbita e superficie, i throughput ottenuti finora sono stati inferiori rispetto a quelli della fibra ottica. EON punta a raggiungere throughput di 2,4 terabit al secondo per collegamento, con i primi apparati dimostrativi previsti per la fine del 2027, in grado di offrire tra 800 gigabit e un terabit al secondo di downlink.

La strategia di EON prevede il dispiegamento iniziale di una costellazione di circa 20 satelliti, ciascuno progettato per fornire un collegamento dedicato tra due continenti, garantendo copertura continua per i clienti. La selezione delle stazioni a terra sarà cruciale, con l’obiettivo di utilizzare siti ridondanti e dati meteorologici per mitigare eventuali interruzioni del segnale causate da condizioni atmosferiche avverse. I principali clienti target includono hyperscaler e laboratori di intelligenza artificiale, che necessitano di trasferire grandi volumi di dati, in particolare su rotte poco servite come quella tra Francia e Australia o tra Africa e Sud America.

Il finanziamento ottenuto verrà utilizzato per costruire un laboratorio ottico, espandere il team di ingegneri e condurre test a terra in preparazione del lancio del satellite dimostrativo. EON si concentrerà sullo sviluppo di terminali di comunicazione ottica, investendo in componenti critici come i gimbal per il puntamento del laser. Il team è composto da esperti del settore, tra cui il CEO Charlie Horowitz e il CTO Tyler Presser, entrambi con esperienze significative in aziende spaziali e ingegneria astronautica.

Nel panorama competitivo, EON si trova ad affrontare iniziative più ambiziose, come quelle che prevedono costellazioni di satelliti con capacità teoriche superiori. Tuttavia, la flotta più contenuta proposta da EON potrebbe essere lanciata più rapidamente, anche se dovrà affrontare le stesse sfide tecniche. Gli esperti del settore avvertono che trasformare i satelliti in un’infrastruttura affidabile e ad alta larghezza di banda per i data center richiederà tempo e risorse considerevoli.

Nonostante le sfide, EON è convinta che esista un mercato servibile per i collegamenti spaziali ad alta capacità. Gli investitori hanno espresso fiducia nel progetto, evidenziando sinergie con temi emergenti come l’intelligenza artificiale e la resilienza delle reti. Con un approccio focalizzato sulle criticità ingegneristiche piuttosto che su problemi di principio, EON si prepara a intraprendere un viaggio che potrebbe cambiare il modo in cui i dati vengono trasmessi a livello globale.

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Autore della redazione Agenda Ambiente.